La transazione: da magazzino “tradizionale” a magazzino “e-commerce”

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Abbiamo affrontato, in passato, il tema dell’automazione ed in particolare della richiesta che ci perviene, da parte di molte aziende, di progettare magazzini “automatici” o in parte “automatizzati”.

Abbiamo spiegato che questa tipologia di magazzini, seppur sulla carta risultino molto efficienti e certamente anche in qualche modo “affascinanti” per l’alta tecnologia in essi contenuta, non sempre sono la soluzione migliore per la “nostra” logistica e, per non sbagliare tipo di investimento, è necessario, nel momento che si decide di realizzare un nuovo magazzino, seguire un approccio pragmatico che preveda uno studio di fattibilità preliminare adeguato e supportato da “numeri” e non solo da considerazioni di carattere generale e/o valutazioni di massima sull’onda della “moda automazione”. Molto spesso infatti, il risultato di tal studio porta ad una rivalutazione dei magazzini “tradizionali” la cui operatività, certamente gestita mediante moderni sistemi gestionali (WMS) piuttosto che da device intelligenti (barcode, RF, etc..) può essere alla fine vincente, per costi, flessibilità, semplicità operativa rispetto a magazzini di maggior automazione.

Fatta questa doverosa premessa è però innegabile che, se la nostra Azienda, per motivi che non andremo qui a sindacare, decidesse di sviluppare attività di vendita mediante il canale e-commerce un approccio di tipo “tradizionale” sarebbe quasi certamente inadeguato per gestire flussi in entrata ed uscita  che per quantità, dimensioni dei colli, tempi di allestimento e numero di spedizioni è anni luce differente dall’attività “normale” di un magazzino “tradizionale”.

Se tutto va bene la transizione da un magazzino “tradizionale” ad un magazzino e-commerce” dovrà prevedere il cambio delle modalità operative degli addetti alla logistica, il  flusso delle merci, le modalità di identificazione prodotti ed i metodi di stoccaggio, i sistemi di picking ed allestimento ordini; ma anche i sistemi informatici, sia in termini di software che hardware, dovranno adeguarsi ed in molti casi “potenziarsi” per gestire al meglio le nuove regole dell’e-commerce.

Cambiamenti dunque radicali che hanno spesso bisogno di molte risorse e che pongono pertanto l’Azienda davanti al dilemma se trasformare in toto o in parte la propria logistica piuttosto che affidare le vendite e-commerce ad un operatore specializzato, che ha “costruito” edifici e sistemi di handling specifici per quella che sembra la nuova frontiera del commercio, visti gli incrementi percentuali a due cifre (superiori in alcuni settori e nazioni anche al 20%), che ogni anno si registrano in tutti i settori merceologici.

Cosa potrebbe comportare infatti la decisione Aziendale di sviluppare il canale di vendita e-commerce e quali necessità potrebbero nascere?

  • la necessità di allestimento di ordini completamente di diverse natura rispetto al business classico, con aumenti esponenziali in termini di righe di prelievo e spedizioni da effettuare
  • necessità di aree interne diverse per la nascita di attività solitamente non necessarie a chi si rivolge al B2B
  • nuove logiche operative e organizzative per garantire efficientamenti e contenimento dei costi
  • lead time molto più esasperati
  • nuovi canali distributivi e di trasporto
  • la disponibilità di diverse superfici, possibilmente modulabili ed incrementabili, necessarie a gestire un elevato numero di referenze in continua crescita,
  • corretti spazi di movimentazione interna e esterna
  • ampi spazi interni per la gestione dei resi che, soprattutto per certe merceologie di prodotti, possono essere molto rilevanti,
  • adeguati spazi per la preparazione ed il confezionamento di un elevatissimo numero di colli,
  • altezze del fabbricato superiori allo standard, per utilizzo di soppalchi e mezzanini,
  • dotazione di impianti automatici per la movimentazione, lo stoccaggio e la preparazione dei colli,
  • un elevato grado di informatizzazione per la gestione ordini, picking, etc.,
  • importanti adeguamenti degli impianti elettrici per soddisfare le elevate esigenze dei consumi energetici a sostegno del grado di automazione che si dovrà implementare.

In ultima istanza se per una gestione logistica “tradizionale” la soluzione di un magazzino “automatico” può non essere particolarmente conveniente nel caso dell‘e-commerce l’automazione, più o meno spinta, potrebbe risultare un  valido alleato per la sua riuscita. La progettazione di un magazzino con queste caratteristiche è peraltro piuttosto complessa e necessita di ampie conoscenze e capacità di integrazione fra i vari sistemi “automatici” disponibili sul mercato e offerti dai diversi fornitori/produttori ragione per cui affidarsi ad una società di consulenza  super partes può essere  vincente già nelle fasi preliminari del progetto.

E poi attenzione, bisogna considerare un altro aspetto certamente non secondario per questo tipo di impianti: le tempistiche di realizzazione. Fra studio di fattibilità, progettazione, capitolati d’offerta, tender di fornitura e complessità realizzativa i tempi di realizzazione possono risultare particolarmente lunghi, fino ad oltre due anni dallo start del progetto, considerando anche il fatto che in questo particolare periodo, dove molte attività sono ridotte se non completamente chiuse, i principali fornitori di automazione sono invece spesso in overbooking.