Quale magazzino realizzare: magazzino “tradizionale” o magazzino “automatico” ?

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Stiamo tutti vivendo un periodo piuttosto movimentato e di cambiamenti dove la globalizzazione ha per così dire “colpito” perfino la meteorologia: una volta , almeno in Italia, si sapeva che al Sud c’era sempre sole e caldo e che al Nord c’erano frequenti nebbie e piovaschi ma anche i recenti fatti di cronaca ci fanno capire che non è più così, al Nord sole e temperature ancora miti e al Sud nubifragi o meglio “uragani mediterranei” come sono stati classificati!

Direte, ma cosa c’entra questo con la supply chain?

Molto, perché anche in questo settore, in questi ultimi anni, stiamo vivendo, per fortuna in questo caso, grandi cambiamenti e  sul nostro territorio stanno sorgendo  poli logistici e magazzini sempre più grandi, nei quali spesso viene richiesta, almeno come studio di fattibilità, la possibilità di automatizzare i processi e le tipiche attività logistiche, quali: lo scarico, lo stoccaggio, la preparazione colli e lo smistamento sulle diverse linee di distribuzione, per le successive attività di trasporto e consegna ai Clienti.

Fra i principali fattori che concorrono ad alimentare queste richieste, possiamo menzionarne alcuni:

  • Il costo del personale, anche di cooperativa, sempre più alto
  • Il piano nazionale Industria 4.0 che, dal 2017, ha l’obiettivo di incentivare gli investimenti delle aziende in tecnologia
  • Lo sviluppo intrinseco degli strumenti hw e sw, che indiscutibilmente sono diventati di uso comune e che facilitano molte delle operazioni una volta svolte manualmente.

L’automazione però non è gratuita, ragion per cui anche se, in prima battuta, sembrerebbe avere tutte le “carte in regola” per essere “adottata” a piè pari, sia in caso di progettazione di un nuovo magazzino che in caso di un semplice re-engineering, appare quanto mai opportuno, prima di intraprendere questa strada, di analizzare con obiettività il contesto in cui ci troviamo (AS-IS) ma soprattutto quello in cui ci troveremo nel medio lungo termine (TO BE) in modo da valutare nella maniera più precisa possibile quale sarà il ROI del nostro investimento che nel caso di automazione risulta sempre particolarmente elevato.

Fra i punti principali da verificare possiamo enunciare i seguenti:

  • sono un’Azienda di produzione, un distributore mono o pluri-prodotto?
  • sono un provider logistico?
  • quali e quanti sono i Clienti/prodotti che devo gestire?
  • quali sono le dimensioni “as-is” della mia Azienda, i volumi ed i flussi di movimentazione attuali?
  • quali sono o potranno essere gli scenari futuri in termini di prodotti, volumi, dimensioni…etc.?

e quindi: di quale magazzino ho bisogno e con quale grado di automazione?

Dobbiamo infatti tenere presente due caratteristiche fondamentali sempre valide da quando esistono i “magazzini” e cioè:

  • Il magazzino deve essere prima di tutto “flessibile”, che di fatto vuol dire avere la capacità di reagire senza problemi ad eventi che non potevano essere previsti, come un improvviso aumento del fatturato, un aumento di gamma prodotti, un esponenziale aumento delle spedizioni e righe d’ordine (vedi introduzione vendite e-commerce) o viceversa improvvisi cali del mercato

Un altro tipo di flessibilità richiesto può derivare dalla gestione di merceologie di prodotti con alta stagionalità (in alcuni settori si arriva a variazioni importanti ben superiori al 100% dei volumi medi annuali) e quindi con la necessità di variare il “ritmo” nel corso dell’anno, del mese, della settimana ma spesso anche del giorno

  • Il magazzino deve essere facilmente “riconfigurabile” in quanto, sempre a causa delle condizioni di cui sopra, ad un certo punto si potrebbe aver bisogno di un magazzino più ampio, più alto, con un maggior numero di porte per scarico/carico o con aree di preparazione/lavorazione/spedizioni diverse, sino ad arrivare al punto di dover pensare a cambiarlo, magari spostandolo in un luogo più baricentrico al mercato, per risparmiare nei costi di trasporto diventati, negli anni, troppo onerosi.

Dobbiamo inoltre essere consapevoli  che raramente un magazzino è “per sempre” e che gran parte del livello di servizio che forniamo ai nostri Clienti dipende dal “buon” lavoro svolto al suo interno, sia in termini di qualità che di velocità.

Ovviamente se siamo un’azienda produttiva, o una logistica “aziendale” avremo molto probabilmente una variazione limitata nel tempo di gamme prodotti e di Clienti e potremo avere solo aumenti dei volumi da gestire ma invece nel caso fossimo un provider logistico avremo quasi certamente da gestire molteplici merceologie di prodotti, contratti a termine anche solo annuali, e questo deve rendere molto più oculata la scelta del “tipo” di magazzino da adottare.

Fino a dieci, quindici anni fa i magazzini “automatici” erano per definizione molto rigidi, ma le moderne  soluzioni di automazione che possono essere introdotte in un magazzino si sono moltiplicate con la messa in servizio di trasloelevatori, multishuttle, miniload, minitraslo, magazzini verticali, sorter, pallettizzatori e depallettizzatori automatici, robot, AGV sempre più flessibili. Le soluzioni adottabili consentono di fatto la possibilità di automatizzare anche solo alcune zone/reparti, piuttosto che cicli di flussi di movimentazione, superando, almeno in parte, i limiti di flessibilità e di riconfigurazione di cui si parlava prima.

La progettazione o il re-engineering di un nuovo magazzino è in ogni caso un processo piuttosto complesso, che va valutato con attenzione anche dal punto di vista dell’impegno finanziario, comparando soluzioni “tradizionali” (sistemi di stoccaggio, carrelli di movimentazione, manodopera), con soluzioni “innovative” e con diversi gradi di automazione, al fine di raggiungere una soluzione aziendale sostenibile e di convenienza operativa ed economica.

NeT-LOG Consulting, società di Consulenza specializzata nella Logistica e nei processi di ottimizzazione di contesti operativi, è in grado di supportare e guidare le Aziende in questo delicato percorso progettuale e decisionale.

L’approccio normalmente utilizzato è quello di sviluppare un iniziale studio di fattibilità, con soluzioni innovative ed alternative fra loro perfettamente integrate o integrabili in realtà già operative, per poi passare ad un progetto realizzativo di dettaglio attraverso l’elaborazione di layout, la stesura di capitolati tecnici di mezzi e attrezzature, la preparazione di tender, la valutazione degli investimenti, la determinazione dei fabbisogni di risorse umane e tecniche, la compilazione e la stesura dei planning operativi.

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